GUIDA: Quale formato per le piastrelle del pavimento?

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Quando bisogna scegliere il pavimento per la propria casa uno dei dubbi principali riguarda il formato della piastrella. Perché magari hai trovato subito il pavimento che fa al caso tuo ma, dannazione, è meglio scegliere il formato più grande che ti hanno proposto o quello più piccolo? In questo post cercherò di risolvere proprio i dubbi riguardanti i formati. Prima però vorrei fare un paio di premesse.

BAGNO PICCOLO: FORMATO PIASTRELLE GRANDI? – E’ la domanda che sento più spesso e la risposta che voglio dare è secca: SI! Più è grande il formato e meno fughe vedremo. Meno fughe vederemo e più il tuo bagno ci sembrerà un ambiente più importante e ampio. Questa domanda nasce da un nostro (inteso come italiani) preconcetto culturale: siamo stati storicamente abituati alle piastrelle 20×20 come pavimentazione dei bagni, quindi ci siamo abituati che la stanza più piccola della casa aveva il formato più piccolo. Prova ad andare oltre a questo preconcetto, vedrai, ti piacerà.

I PRECONCETTI SULLA CERAMICA – Proprio in riferimento all’ultima parte del punto precedente, solo sulla ceramica ci poniamo questi problemi. Se una persona sceglie la resina, decide di fare una superficie unica, senza fughe. Se una persona sceglie il parquet sceglie sempre listoni che superano il metro e mezzo di lunghezza. Però se guarda la ceramica spesso ritiene grande il formato 60×60 cm. Se è un effetto legno in ceramica spesso ritiene gli basti il formato lungo 80 centimetri, tanto la stanza non è grande. Ecco: pensa per un attimo non sia ceramica il pavimento che stai scegliendo. Vuoi vedere più o meno fughe? Vuoi un risultato estetico più o meno importante? All’estero nessuno chiede più i formati piccoli, siamo solo noi italiani che siamo dubbiosi quando vediamo un cambiamento. Coraggio! L’unico limite al formato è dettato dall’aspetto economico: ovviamente più la piastrella è grande e più costa.

I FORMATI QUADRATI – Fino allo scorso secolo il formato massimo che si poteva scegliere per il pavimento era il 33×33 cm, anche se nei bagni – come anticipato – solitamente si sceglieva il 20×20. Piano piano i formati sono aumentati e negli ultimi dieci anni il formato più venduto in assoluto è stato in modo stazionario il 60×60. Ora comincia a muoversi di nuovo qualcosa: anche il 60×60 – pian pianino – tenderà ad essere sempre meno diffuso, in favore dei formati più grandi. A dimostrazione di questa mia affermazione potrei portare i nomi di numerose collezioni di vari produttori italiani di piastrelle che sulle nuove collezioni non producono più quel formato: si parte dal 75×75 / 80×80 / 90×90 (a seconda del produttore) per arrivare con sempre più frequenza al 120×120 o addirittura al 160×160. Se ti piacciono soluzioni contemporanee, non esitare a scegliere i due formati più grandi: se affiancati a questi formati, il 60×60 ricorda le vecchie 33×33.

I FORMATI RETTANGOLARI DELL’EFFETTO LEGNO – In questo caso va fatta una distinzione tra effetti legno e altri effetti. Sugli effetti legno sono 5 le lunghezze normalmente disponibili: 60 cm, utilizzato per le collezioni più economiche di tutte le marche (alcune nemmeno lo producono); 80 cm, il formato che ha fatto la fortuna delle ceramiche; 120 cm, il formato più venduto insieme all’80; 150/160/170 cm (a seconda del produttore), è il formato più importante che viene solitamente proposto dalle varie aziende; 240 cm è infine il formato più lungo che ci sia in commercio (sarebbe possibile farlo lungo anche 320 ma ad oggi non ho ancora visto un produttore che abbia scelto questa strada). Come dicevo prima, il parquet solitamente si sceglie lungo almeno un metro e mezzo, quindi la scelta dovrebbe cadere sui formati grandi: tuttavia spesso, per ragioni economiche, ci si accontenta di formati inferiori. Per quel che riguarda le larghezze, il parquet siamo abituati a vederlo largo 15 o 20 cm, quindi queste sono le scelte più scontate: spesso è possibile scegliere anche il 30 cm, che sul parquet è molto difficile da ottenere. Può essere quest’ultima una scelta per sorprendere!

GLI ALTRI FORMATI RETTANGOLARI – Per quel che riguarda tutto ciò che non è effetto legno, i formati più diffusi sono il 40×80 e il 60×120. Esiste quasi sempre il 30×60, utilizzato però più a rivestimento che non a pavimento: come dicevo prima, raramente il pavimento è più piccolo del 60×60. Volendo si può andare anche sui formati grandi grandi (120×240 o 160×320 cm), ma la posa potrebbe risultare problematica: scegli questa strada solo se vuoi una soluzione di pregio e sai di avere alle spalle un’impresa in grado di realizzarla. Giusto per chiarezza, anche se esula dal contenuto di questo post: i formati 120×240 e 160×320 sono invece consigliabili a rivestimento, dov’è più facile anche la lavorazione.

COME SI LAVORANO I FORMATI GRANDI – Quando sotto al profilo estetico ormai una persona è decisa, normalmente arrivano poi le domande tecniche. “Per tagliarla una piastrella così grande?“. Risposta: come fino a oggi si è usato il tagliapiastrelle, anche per le lastre vale lo stesso discorso. Semplicemente il tagliapiastrelle è più lungo. “Dovranno fare dei fori sulla piastrella però, come fanno se il formato è così grande?“. Risposta – per quanto banale: esattamente come l’han fatto in passato sui formati più piccoli. “Con un formato così lungo se non sono posate perfettamente si noteranno tanti scalini tra una piastrella e l’altra“. In questo caso, se il dubbio te l’ha messo il piastrellista, è ora di sentire qualcun altro, perché se ha questo dubbio significa che negli ultimi 10 anni non si è mai aggiornato (!!!). Se il dubbio è solo tuo, invece, devi sapere che esistono dei sistemi di posa livellante (a cuneo o a bullone) che aiutano nella posa per ottenere un risultato estetico ottimale.

Spero di aver chiarito un po’ di dubbi sull’argomento ma se avessi altre domande…non esitare a farle nei commenti qui sotto!!

Scritto da Alex il 27 marzo 2018

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