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Il genio di Sghedoni nella vicenda H40 No Limits

Qualche settimana fa ha avuto molto eco la notizia che in Spagna l’H40 No Limits di Kerakoll non avrebbe i requisiti per essere classificata come colla C2TE S1. Per fermare queste voci, è intervenuto Gian Luca Sghedoni, amministratore delegato di Kerakoll, con un intervento – a mio avviso – di grande efficacia.

CHI E COSA – L’Anfapa, associazione di categoria spagnola, ha commissionato un test di laboratorio su H40 No Limits bianco prodotto in Spagna, da cui risulterebbe che il prodotto non soddisfa i requisiti di norma UNI EN 12004. La notizia è stata pubblicata ed evidenziata sul sito internet dell’associazione.

Screenshot del sito di Anfapa, in cui viene data la notizia che secondo loro l'H40 No Limits non risponde ai requisiti di legge per una colla C2TE S1.
Screenshot del sito di Anfapa, in cui viene data la notizia che secondo loro l’H40 No Limits non risponde ai requisiti di legge per una colla C2TE S1.

COSA E’ SUCCESSO IN REALTA’ – Il test fatto da Anfapa non risponde alla metodologia prevista dalle norme EN, invalidando totalmente la validità della prova. Questa è l’obiezione mossa da Kerakoll, che ha subito querelato l’Anfapa, in attesa di poter dimostrare in tribunale come le prove fatte sulla loro colla e certificate da vari laboratori certificati siano corrette.

COS’HA FATTO L’AD DI KERAKOLL – Gian Luca Sghedoni, amministratore delegato di Kerakoll, ha lavorato in due modi diversi non solo per arginare il problema, ma anche per cercare di girare la vicenda a suo favore. Da una parte ha lavorato verso i suoi clienti, i rivenditori: ha inviato una lettera firmata in cui racconta il suo punto di vista sulla vicenda, non senza far trapelare una certa irritazione (per esempio virgolettando la parola signori quando parla dei suoi avversari in questa vicenda).

La lettera inviata ai rivenditori.
La lettera inviata ai rivenditori.

Molto più interessante e geniale invece la campagna pubblicitaria che ha fatto sui giornali per parlare con gli utenti finali dei suoi prodotti. In questo caso, per San Valentino, Kerakoll ha comprato una pagina intera su alcuni quotidiani: sotto al titolo “I love you“, è arrivato il messaggio di Sghedoni. “Vi sembrerà strano, ma io amo i miei concorrenti. Li amo davvero tutti, nessuno escluso, anche se per uno di loro ho una vera e propria passione sin da quando ero ragazzo. Li amo perché sono diversi da tutti gli altri: invece di vendere i propri prodotti, esaltano i nostri parlandone ripetutamente e prendendoli come esempi di innovazione. Per loro, un vero e proprio punto di riferimento. Li amo perché, anche dopo tanti anni, riescono ancora a stupirmi. A gennaio hanno preso di mira H40 No Limits. Risultato? Le vendite dei nostri nuovi gel-adesivi H40 in Italia sono cresciute del 17%. Grazie di cuore per tutto quello che fate per noi, io non vi cambierei con nessun altro. A proposito… Buon San Valentino.

Sotto al suo nome, Sghedoni s’è firmato con il suo account Twitter, altra scelta interessante, perché sposta la discussione sui social, dando dimostrazione di non voler affatto mettere ostacoli tra lui e gli utenti finali dei suoi prodotti. Una scelta a mio avviso azzeccata, così come il messaggio, che trasforma una potenziale situazione critica in un messaggio molto positivo per l’azienda. “Dite quello che volete, noi facciamo parlare i fatti e la nostra azienda è in crescita”: questo il riassunto della sua pubblicità. L’unico dubbio che mi rimane è se veramente Sghedoni creda nella teoria del “bene o male, purché se ne parli”: ma qua parliamo di marketing, non di colla. E se è riuscito a spostare la mia attenzione su quest’altro tema è perché l’oggetto del messaggio ha avuto una buona efficacia. D’altra parte come fare a dar torto a Sghedoni, se chi lo attacca deve ancora dimostrare ogni critica mossa fino ad ora?

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24 thoughts on “Il genio di Sghedoni nella vicenda H40 No Limits

  1. Benissimo ha fatto il dott. Sghedoni a comportarsi così di chi degradava i prodotti Kerakoll ( in questo caso H40 plus )
    Prima regola per un eccellente Venditore e’: Di non parlare mai male della concorrenza, ma eventualmente di confrontare le qualità dei prodotti.
    Complimenti Sig. Gian Luca ottima mossa per affrontare una concorrenza sleale .!!

    1. Prima regola non parlare mai della concorrenza. Verissimo.
      Io ad esempio ho partecipato da applicatore a vari corsi di altre aziende e sopratutto della Mapei. Ma anche della kerakoll. In uno della kerakoll praticamente hanno provato più prodotti della Mapei che della loro azienda. E mi riferisco al prodotto geolite 🙂 dove anzichè provare il Rasa & Ripara della Mapei hanno portato una serie di prodotti validissimi, ma che sono un pò il passato…..Hahahahah…Che risate….

      1. Verissimo…!! 🙂 Io non ho partecipato, ma ho visto un video dove prima provavano un ciclo di prodotti da ripristino cls, portando tutta una serie di prodotti della Mapei ancora a oggi validi (con un loro applicatore un pò stanco e trasandato), ma che in qualche modo sono stati un pò sorpassati dal Planito Rasa & Ripara e a seguire il loro geolite, con altro loro applicatore giovane e fresco, pulito, ecc… Il relatore ci scherzava su, con una parlata emiliano-romagnola alla Zelig. Non si possono vedere queste cose in un corso. Zero professionalità ed etica…

  2. Sulla scheda tecnica sì dice che è un semplice collante c2te. Ce ne sono tanti…. non vedo cosa abbia di particolare per costare 20 euro. Sarei curioso di sapere cosa sia il GEOLEGANTE 🙂 ahah

  3. Spostare sui social e dire la propria. Come Donald Trump. Resta poi da stabilire quale sia la verità ma, come recita un vecchissimo detto commerciale: ” l’importante è che se ne parli”.
    A chi ha comprato un prodotto che da dicembre 2015 a febbraio 2016 ha cambiato 3 volte marcatura sul sacco viene da chiedersi cosa ci fosse veramente nel sacco, ma nessuno riaponde a questo, perché si parla di altro.
    @Rolando: quando si è laureato il “dott.” Sghedoni?

    1. A mio avviso è diverso dal vecchio “l’importante è che se ne parli”. Sghedoni non ha creato qualcosa che stupisse pur di far parlare di sé (che di solito è la premessa del detto), ma è riuscito a trasformare una notizia che cominciava a diffondersi sui media in qualcosa di (mezzo) positivo.
      Il risultato? Io in negozio vedo che H40 continua ad avere sempre la solita grande richiesta, anzi forse anche maggiore in seguito alla campagna pubblicitaria con Bisio e Cevoli. E così penso abbiano notato tutti i rivenditori. Quindi non sarà certo da elogiare il fatto che abbiano declassato H40 da un giorno all’altro per evitare a prescindere problemi legali, ma bisogna a mio avviso inchinarsi di fronte alle strategie di marketing dell’azienda, perché veramente molto meritevoli.

    2. lei ha colto nel segno. Il prodotto ha cambiato marcatura 3 volte e ad oggi non risulta essere S1.
      Tranquillo geometra, Sghedoni non si è mai laureato.
      Adesso ha dichiarato di essere uscito anche da Confindustria.
      Probabilmente perché non lo considerano neanche come un’ombra…

    3. Io ho telefonato in azienda ed ho parlato con un tecnico al quale ho domandato il perchè di questo cambiamento sostanziale nella classificazione: ho chiesto, sono cambiate le norme (e non l’ho saputo), o avete modificato il prodotto lasciando invariato il nome?
      Mi ha risposto: “abbiamo cambiato la formulazione del prodotto”.
      Io ho detto, “beh è peggiorato in quanto ora è solo un c2te….ergo, dovrebbe costare dicisamente meno di prima”
      E lui splendidamente mi ha risposto “no, in realtà dovrebbe costare di più perchè é migliorato! Lo provi, vedrà quanto è più lavorabile di prima!”

      Mi sono messo letteralmente a ridere e l’ho salutato.

  4. Io ritengo che ci sono molte aziende valide. (***COMMENTO MODERATO: NOME DELL’AZIENDA RIMOSSO***) ad esempio produce collanti affidabilissimi. (***COMMENTO MODERATO: NOME DEL PRODOTTO RIMOSSO***) è un C2TE fantastico che si acquista a circa 15 euro e che non ha assolutamente nulla da invidiare ad h40, anzi…….

    1. Se mi parli di una C2TE, sicuramente non parli di un collante deformabile. Come li incolli i formati grandi?

  5. Una ditta seria non vende un prodotto che non corrisponde hai requisiti richiesti e poi cambia repentinamente più volte la dicitura sul sacco da c2te s1 e diventa un semplice c2te pensate a quanti artigiani hanno usato questo materiale per incollare mosaici vetrosi viene da mettersi le mani nei capelli

    1. Ciao Giacomo, toglimi una curiosità: a cosa ti serve l’alta deformabilità per i mosaici vetrosi?

      PS Modifico il tuo commento rimuovendo la parte al limite della diffamazione. Parliamo serenamente, senza usare frasi dannose e inutili ????

      1. Tutte le aziende che producono il mosaico vetroso raccomandano vivamente di utilizzare esclusivamente collante c2te s1 senza ovviamente senza indicare la marca del prodotto Alex realizzeresti una piscina piscina esterna in mosaico vetroso con un normale colla c2te????

        1. Giacomo ti basta una colla C2 per incollare il mosaico! Poi per agevolarti la posa puoi cercare un ridotto scivolamento verticale (T), un maggiore tempo di apertura (E), ma non capisco che utilità trovi per un utilizzo del genere nella maggiore deformabilità (S1).

          Per rispondere alla tua domanda, dovessi posare mosaico in una piscina, personalmente non avrei dubbi a scegliere un collante R2.

          Buona serata!

  6. Personalmente, più che una genialata, l’ho trovata una cosa infantile, da social network. Poco professionale. Mi è sembrata la reazione indispettita di un bambino capriccioso.
    Scrivere che grazie alle critiche dei concorrenti avevano aumentato le vendite (senza che la massa di lettori, rivenditori, applicatori, artigiani, ecc…potessero accedere ai dati e verificare la veridicità), l’ho trovato poi decisamente tristemente divertente. Mah…

  7. Buongiorno,
    non conoscendo ancora la diatriba “Italo – Spagnola” e fidando delle indicazioni del mio piastrellista, ho impiegato H40 NO LIMITS (bianco) per applicare dei sassi di fiume sulle pareti della mia abitazione. Sassi di differente formato, mineralogia e peso che ho incollato su supporto costituito da cappotto termico della BASF rifinito con pittura acril silossanica della SAN MARCO (tinteggiatura veramente ottima, seppur applicata 15 anni fa, e pressochè ancora perfetta anche sul lato nord).
    Fatto è che applicando dei fissaggi tassellati per scongiurare l’eventuale distacco dei pannelli a causa del peso dei sassi, alcuni di essi si sono staccati a seguito delle lievi martellate che ho inferto ai chiodi in plastica inseriti nei tasselli.
    Preciso che:
    – i sassi che si sono staccati non hanno una caratteristica comune (erano di forma e mineralogia differente e di peso non eccessivo);
    – erano perfettamente asciutti dopo lavaggio e spazzolatura di ciascuno;
    – la parete era stata a sua volta lavata e spazzolata con lancia del tipo da autolavaggio e risultava anch’essa perfettamente asciutta il giorno seguente;
    – la temperatura atmosferica era dai 15 ai 20 C°;
    – il clima asciutto;
    – la parete era in ombra per circa 20 ore dopo l’applicazione;
    – i sassi sono stati incollati in ragione di una riga ogni giorno (oltre 24 ore e più di “indurimento” prima di posare la riga successiva) e quelli incollati nella riga successiva e superiormente alla precedente, sono stati tenuti distanziati mediante pezzetti di legno;
    – l’adesivo è risultato totalmente aderente ai sassi staccatisi e non al supporto;
    – l’adesivo, anche dopo 24 ore dall’applicazione, poteva essere scrostato dai sassi con l’uso della sola spatola e presentava una consistenza “gessosa” (altro prodotto impiegato anni addietro e presente su sassi recuperati da incollaggio sulla mia stessa abitazione, l’ho dovuto rimuovere con energiche martellate).
    Ho inviato una e-mail alla Kerakoll indicando quanto sopra e chiedendo rassicurazioni e consigli in merito, ma a tutt’oggi mi è pervenuta la sola conferma della lettura della e-mail.
    Vuoi vedere che gli spagnoli…!

    1. Numero uno: hai sbagliato collante. Non perché H40 No Limits non sia adatto alle tue esigenze, ma perché poteva macchiare la pietra. Avresti dovuto utilizzarne uno a presa rapida o reattivo. Non descrivi problemi di macchie, quindi bene così e proseguiamo oltre. Come descrivi correttamente, la colla ha aderito sulla pietra, ma non sul fondo, che dici essere una pittura. La mia domande è proprio questa: sulla base di cosa hai deciso di incollare sulla tua pittura? L’errore a mio avviso è tutto lì. La scheda tecnica dell’H40 stessa prevede come fondi di posa: piastrelle esistenti, impermeabilizzanti, sistemi radianti, massetti cementizi o in asfalto, calcestruzzo, cartongesso, lastre in fibrocemento, gesso e anidride, calcestruzzo cellulare, laterizio, intonaci calce e cemento, sistemi a cappotto (facendo intonacatura armata), pannelli isolanti, teli anticalpestio, legno, metallo, PVC. In quale di questi casi credi di rientrare? Oppure la scheda tecnica della pittura ti diceva qualcosa di diverso?
      Non esistono colle magiche che vanno bene per qualsiasi situazione: a mio avviso hai semplicemente utilizzato un buon collante nelle condizioni sbagliate. Consulta sempre le schede tecniche dei prodotti che devi utilizzare, ti torneranno molto d’aiuto per prevenire problemi di questo tipo.
      Buona giornata!

    2. La consistenza “gessosa” è capitato di vederla anche a me. Ho utilizzato dell’H40 aperto da circa un mese e con il sacco ben richiuso; aveva difficoltà a diventare duro anche dopo giorni e si sfarinava facilmente (anche con le dita). Quando l’ho utilizzato da fresco non mostrava questi problemi. In conclusione credo che tu abbia utilizzato un sacco vecchio o mal conservato.

      1. Siccome avevo un sacco avanzato al mio piastrellista, ma era del 2016, ho acquistato due sacchi nuovi da Leroy Merlin facendo attenzione che fosse produzione recente (2018). I sacchi erano all’interno (climatizzato) del punto vendita. Nulla esclude che dalla fabbrica…! Ma se dovessimo andare tutti i fabbrica a comperare…!!!!!!
        Una volta a casa li ho usati ad esaurimento non appena aperti. Ovviamente, procedendo a righe ed aspettando una giornata prima di posare la successiva riga, è trascorsa quasi una settimana circa prima di esaurire un singolo sacco. Comunque era estate e gli “avanzi” li ho conservati chiusi nel sacco originale e nel mio garage. Dai sassi che si sono staccati non riesco a risalire se la colla fosse quella di inizio o fine sacco. Comunque il mio vissuto non vuole ne può andare contro un colosso quale Kerakoll. Constato solo che, ad esempio, il prodotto che ho utilizzato in un’occasione precedente, sempre per incollare sassi, a distanza di oltre 10 anni si è “portato dietro” anche il fondo (malta bastarda con tracce di pittura tipo casa cantoniera) e che per toglierlo dal retro dei sassi che ho voluto recuperare, ne ho buttati quasi un terzo perchè non c’era verso di togliere l’adesivo.

  8. Sicuramente, non essendo un professionista, ho sbagliato a fidarmi di questo messaggio cubitale che campeggia su ogni sacco:

    GEL-ADESIVO® STRUTTURALE FLESSIBILE MULTIUSO A
    BASE DELL’ESCLUSIVO GEOLEGANTE® KERAKOLL PER
    L’INCOLLAGGIO ANCHE IN CONDIZIONI ESTREME DI TUTTI
    I TIPI DI MATERIALI, SU TUTTI I FONDI E PER QUALSIASI
    IMPIEGO. ECO-COMPATIBILE.

    Tu hai parlato solo di FONDI, ma se “attacca” anche in CONDIZIONI ESTREME, su TUTTI I MATERIALI e per QUALSIASI IMPIEGO, su cosa stiamo cavillando?
    Inoltre, sulla scheda tecnica c’è scritto:

    • PREPARAZIONE FONDI (UNI 11493 – PUNTO 7.3)
    Tutti i fondi devono essere planari, stagionati, integri,
    compatti, rigidi, resistenti, asciutti, esenti da agenti
    distaccanti e da risalite di umidità.

    Requisiti che ritengo appartengano al mio supporto.
    Se poi sulla scheda tecnica mi devono specificare che H 40 va bene anche sulla pittura XYZ del muro di casa mia in via Pincopalla 13…! Mi arrendo.

    1. Prima di qualsiasi utilizzo professionale si fa SEMPRE riferimento alla scheda tecnica: che sia l’H40, un intonaco o un massetto premiscelato. Io personalmente guardo sempre anche la scheda di sicurezza per vedere la composizione. Detto questo non sono qua a difendere Kerakoll e della loro pubblicità con quella frase non ne ero nemmeno al corrente ????

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