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Pavimento in laminato: ecco perché se lo conosci lo eviti

Negli ultimi tempi ha guadagnato molta popolarità il pavimento in laminato. La ragione è molto semplice: è visivamente molto simile al legno, ma costa molto molto di meno. 

Il principale aspetto positivo che viene evidenziato dai rivenditori di laminato è sempre uno: il suo basso prezzo.
Il principale aspetto positivo che viene evidenziato dai rivenditori di laminato è sempre uno: il fatto che sia economico.
Il risparmio c’è anche al momento della posa, che si può fare in modo autonomo, senza bisogno di chiamare un professionista. Quello che però dovrebbe spaventarti – e che nessun rivenditore ti dirà mai – è che contiene formaldeide.

Facciamo un passo indietro, per spiegare prima cos’è un laminato. Sotto allo strato superficiale che sembra legno, c’è della segatura di legno che viene pressata (con più o meno densità, che diventa rispettivamente HDF o LDF, senza dimenticare il più comune MDF, di media densità). Perché questa segatura rimanga compattata, è necessario utilizzare dei leganti sintetici, che contengono appunto formaldeide.

Nell'immagine viene descritta la struttura di uno dei tanti laminati in commercio. Come si può vedere, sotto allo strato superficiale, c'è un pannello in HDF (ma che potrebbe essere in alternativa in MDF).
Nell’immagine viene descritta la struttura di uno dei tanti laminati in commercio. Come si può vedere, sotto allo strato superficiale, c’è un pannello in HDF (ma che potrebbe essere in alternativa in MDF).
Che cos’è quindi la formaldeide? È un gas incolore, i cui effetti sulla salute li riporto da Wikipedia:

A concentrazioni nell’aria superiori a 0,1 ppm può irritare per inalazione le mucose e gli occhi.
L’ingestione o l’esposizione a quantità consistenti sono potenzialmente letali.
La cancerogenicità è stata accertata sui roditori, dove la formaldeide provoca un tasso di incidenza di cancro al naso ed alla gola superiori al normale; la formaldeide è in grado di interferire con i legami tra DNA e proteine.
L’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) sin dal 2004 ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana. Va considerato che le concentrazioni di formaldeide presenti normalmente all’interno degli edifici sono generalmente basse, mentre vanno accuratamente valutati i rischi per gli addetti alle lavorazioni industriali che impiegano formaldeide.

Il limite massimo di emissione di 0,1 ppm – riconosciuto a livello europeo con la certificazione E1 – fortunatamente, in Italia, è obbligatorio per legge (DM 10 ottobre 2008).

Se le emissioni sono basse, perché dovrei preoccuparmi? Perché stiamo considerando solo il pavimento in laminato. Ma a quello devi aggiungere le emissioni di formaldeide dei mobili (ebbene sì, è presente anche nei mobili, a meno che si siano scelti mobili classici in legno massello) e delle porte interne. Per questo, essendo costretti a dover già ospitare la formaldeide in casa con mobili e porte, bisogna prestare molta attenzione al materiale scelto almeno per il pavimento.

Se scelgo un materiale con la formaldeide, cosa posso fare per limitare i danni? Dovresti lasciarlo possibilmente all’esterno per almeno 72 ore, o – se in casa – lasciare i locali ben aerati come minimo per la prima settimana. La formaldeide viene rilasciata in quantità maggiore quando il prodotto è nuovo, pertanto i primi giorni di possesso sono anche quelli potenzialmente più dannosi.

Non esistono laminati senza formaldeide? Personalmente non mi è mai capitato di vedere prodotti in MDF o HDF privi di formaldeide, tuttavia l’ipotesi è tecnicamente possibile. Se un venditore ti raccontasse una cosa simile di un suo prodotto, basta chiedergli la scheda tecnica: in quel documento vengono riportate anche le emissioni del prodotto e pertanto, se davvero il prodotto fosse a emissione zero (quasi impossibile), lo troverai scritto lì.

Se sei arrivato fino a questo punto è perché evidentemente l’argomento ti è interessato. Per approfondire ulteriormente puoi leggere uno studio molto interessante presentato dall’Inail, redatto dall’Ispesl: clic qui. Un interessante approfondimento sui limiti consentiti in altri Paesi si può invece leggere facendo clic qui.

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4 thoughts on “Pavimento in laminato: ecco perché se lo conosci lo eviti

  1. Il limite massimo di emissione di 0,1 ppm – riconosciuto a livello europeo con la certificazione E1 – fortunatamente, in Italia, è obbligatorio per legge (DM 10 ottobre 2008)… quindi in Italia siamo sicuri. Comunque sia basta scegliere un pavimento con emissione VOC classificate A+

    1. E’ vero quello che dici. Ma se sommi le emissioni dei vari elementi di MDF/truciolare che hai in casa…siamo sicuri che non si superi lo 0,1 ppm? Pavimento, scrivania, mobilio, porte…e poi aggiungici magari anche l’imbottitura del divano e un po’ di poliuretano tra i muri.
      Riguardo la classificazione sulle emissioni, quella che riporti è una normativa francese: quindi comprando in Italia trovi la classificazione solo sui prodotti che vengono esportati in (o importati dalla) Francia.
      Buona giornata Irene!

        1. Si, non è un mistero, lo scrivo quasi ovunque sul blog: però se noti non cito da nessuna parte la mia attività, perché non voglio dare secondi fini a questo blog. Dopodiché sta a te decidere chi merita la tua fiducia e chi no ????

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