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La resina è un materiale molto pericoloso: lo sapevi?

Tantissimi prodotti che troviamo in casa sono fatti in resina. Dai top dei mobili ai piatti doccia, passando per stucchi e oggetti d’arredo. Con resina si intendono tutta una serie di materiali che possono essere anche molto differenti tra loro: l’unica cosa che hanno in comune è di essere composti da polimeri.

DOVE TROVO DELLA RESINA?

I top dei mobili in bagno e in cucina, come dicevo, spesso vengono fatti in resina: resiste bene agli urti e ha anche una discreta resistenza agli agenti chimici (i prodotti che si usano per pulire), in quanto di solito la resina viene rivestita in superficie da una sorta di vernice (“gelcoat”). Sono solitamente composti – in parte – da resine tutti quei materiali che iniziano con “mineral” (mineral marble), oltre a tutta una serie di altri materiali che solitamente puoi riconoscere in quanto commercializzati con marchi registrati e quindi con il simbolo ®: in quest’ultimo caso leggi sempre la descrizione, scoprirai così che buona parte di questi materiali sono composti – almeno in parte – da resina. I piatti doccia in agglomerato (solitamente 66% di resina e la restante parte di cariche minerali) più utilizzati sono quelli che assomigliano alla pietra (vedi qui). E poi gli stucchi: scommetto che anche tu tra le piastrelle vuoi una fuga che non cambi tanto colore, che sia antibatterica e idrorepellente. Allora lo stucco a base di resina fa proprio al caso tuo! Che poi lo stucco si chiami “bio”, “eco” o con chissà quale nome etico e green, poco cambia: è composto da resina.

C’È DAVVERO DA ALLARMARSI?

Come dicevamo prima, le resine sono composte da polimeri. I polimeri si ottengono miscelando due o più componenti insieme: finché queste sostanze non sono miscelate, talvolta hanno dei rischi per la salute (li vedremo tra poco). Una volta che sono stati mischiati e hanno legato tra loro, invece, diventano inerti. I rischi, pertanto, ci sono o nella fase in cui si compone la resina o nel caso in cui si scomponga il polimero di resina. Ci tengo a precisare in modo esplicito e chiaro questo punto perché ho notato dai commenti che spesso non veniva compresa questa cosa, il che mi ha fatto pensare che non fosse descritta abbastanza bene nel post.

RESINE POLIESTERE E STIRENE

Sono resine poliestere buona parte dei prodotti illustrati fino ad ora: in particolare alcuni piatti doccia e i top dei mobili in “mineral” di cui ho parlato qualche riga più su. Le resine poliestere hanno il neo di contenere – solitamente – lo stirene, che è un monomero idrocarburo aromatico riconosciuto cancerogeno dal XII rapporto sui cancerogeni (RoC) pubblicato il 10 giugno 2011 dal Dipartimento Statunitense di salute. Seguendo la classificazione disposta dal regolamento CE n. 1272/2008, viene classificato Acute Tox. 4, quindi sul gradino meno pericoloso tra le sostanze tossiche. La tossicità è stata accertata sull’uomo ad alte concentrazioni. Quando parliamo di prodotti finiti, invece, la quantità contenuta è invece solitamente minima, in quanto lo stirene tende a evaporare durante l’applicazione, specie se vengono utilizzati processi a stampo aperto.

STUCCHI EPOSSIDICI…E NON SOLO

Non ci avrai mai pensato alla questione salutare quando si parla di stucchi. Accanto a quelli cementizi diffusi da anni, negli ultimi anni stanno avendo sempre maggiore successo gli stucchi a base resinosa. I più famosi sono epossidici, ma negli ultimi anni ne sono nati altri a base acquea. Rispetto agli stucchi classici cementizi sono molto più resistenti alla sporcizia e all’umidità.
Senza citare i produttori, uno dei più famosi produce la versione epossidica con all’interno alcool benzilico (tossico) contenuto al 25-50% di uno dei due componenti che si vanno a miscelare, la trimetilcicloesilamina (tossico) al 10-20%, il fenilenbis (tossico) al 2,5-10%, il triazaundecametilendiammina (tossico) al 2,5-10%, il trisfenolo (tossico) al 2,5-10% e così via con altre sostanze tossiche contenute in quantità inferiore. Dopo a questo stucco epossidico ne è nato un altro, a base acquea, caratterizzato dalla solita presenza – quanto meno di minor consistenza – di componenti tossici: troviamo così l’isotridecanolo etossilato (1-3% in entrambi i componenti), la tetraetilenpentammina, la polietilenpoliammine e il diazaottano (<0,5%, in uno solo dei due componenti).
Molto peggio un’altra azienda molto famosa, forse anche più della precedente, che contiene sostanze ancora più tossiche e pericolose per la salute, come la diisopropil-naftalina (classificato asp tox. 1!) e l’aromatic hydrocarbons (sempre asp tox 1, in più ha una tossicità specifica per organi bersaglio, oltre che una tossicità più bassa per inalazione e al contatto con la pelle). Stessa cosa – o poco differenti – lo xilene e tutta una serie di altri componenti che – in tutto – possono arrivare a comporre oltre al 10% di uno dei due componenti. Non meglio l’altro componente, dato che contiene dal 20 al 25% di piperazin (tossico) e dal 10 al 20% di aminometil (tossico).

QUANDO CORRO RISCHI ALLORA?

In base a quanto ti ho spiegato prima, i rischi maggiori li corri quando:

  • Utilizzi un kit di ripristino per ricomporre la resina dopo averla danneggiata in un punto
  • Stucchi (o sei accanto a chi stucca) con resine epossidiche
  • Utilizzi prodotti aggressivi (acidi e solventi in primis) per la pulizia

Niente panico, ad ogni modo. Anche in questi casi leggi prima la scheda di sicurezza dei prodotti, scoprirai così tutti i rischi che correrai toccandoli o respirandoli.

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50 thoughts on “La resina è un materiale molto pericoloso: lo sapevi?

  1. Ciao, mio padre mi ha appena comprato la resina epossidica bicomponente Plexyfluid di Prochima ma… quando m’è arrivata in casa ed ho letto tutte le avvertenze del componente B, oltre che la precisione richiesta nel dosarlo per la miscela col componente A e la lunghezza (10 giorni) per avere un prodotto finito e sicuro, non ho più avuto il coraggio di aprirlo, né lui ne lo A, e credo di aver fatto buttare 45 euro a mio padre.
    Dimmi, è tossico il B? E lo A? Perché io già non tollero inalare a lungo i colori trasparenti per vetro con solvente organico.
    Grazie.

    1. Ciao Marco, non conosco il prodotto, se vuoi pubblicare l’elenco dei componenti ti aiuto a capire l’eventuale pericolosità dei componenti. Tieni comunque presente che il massimo del pericolo ce l’hai quando i due componenti sono divisi: una volta che hanno legato il peggio è passato, come ho scritto anche nel post (non pensare comunque di avere una superficie ecocompatibile).

      1. Ciao Alex,
        Cosa mi dici del cemento resina (CR),
        WCR e parquette della kerakoll?
        Mi hanno parlato ti tossicità esistente in minima dose ma solo per il posatore.
        Concordi?

        1. Ciao Antonino, non entro nel merito della Kerakoll in quanto non ho mai guardato la loro scheda di sicurezza. In linea di massima però la tossicità è presente fino a che i monomeri non hanno legato tra di loro: quindi fino a che non hai la resina “fatta” e asciugata sul tuo pavimento ????

  2. mia figlia vorrebbe fare lavoro in bricolage con resina trasparente . catturata da lezioni in merito si you tube. rischi?

    1. Ciao Salvatore,
      Dille di controllare la scheda di sicurezza che il rivenditore è costretto a fornire insieme alla resina in caso di richiesta: in questo modo scoprite il contenuto del prodotto: in ogni caso, purtroppo, nessun prodotto sintetico è salutare.
      La resina è più pericolosa quando dev’essere ancora formata, in quel caso è volatile in quanto non è ancora un polimero. Quindi in via precauzionale tua figlia può utilizzare mascherina e guanti per evitare il contatto diretto.
      Niente panico ad ogni modo, è un lavoro di bricolage, non sarà questo utilizzo a creare danni alla salute.

    1. Ciao Luca, lavoro nel commercio vendendo pavimenti (ceramica/parquet/resina). Sono molto appassionato dello studio dei materiali e della bioedilizia.
      Per quel che riguarda le fonti, puoi verificare per conto tuo tutto quello che ho descritto. In merito a stucchi e resine da pavimento/rivestimento puoi contattare qualunque azienda produttrice e chieder loro la Scheda di Sicurezza del loro prodotto. Ma dato che tu produci box doccia e quindi a te probabilmente interessa di più il discorso piatti doccia, ci sono una miriade di studi e di analisi sui danni che lo stirene provoca specialmente sugli operai che ci lavorano a stretto contatto tutti i giorni: stirene che – seppure in minori quantità – rimane nel gelcoat dei piatti doccia “effetto pietra”.
      Se non ho citato nomi di marchi è per non denigrare nessuno: puoi fare il confronto tra i primi brand che ti vengono in mente e vedrai che, nonostante qualche differenza di composizione, le differenze non saranno sostanziali. Quindi inutile riportare i dati della composizione della resina di un produttore, senza poi citare anche i suoi concorrenti.
      Spero di aver risposto in modo esaustivo alle tue domande e perplessità. Se avessi altri dubbi non esitare a chiedere. Buona giornata!

  3. Ciao Alex, sto ristrutturando un appartamento e mi piaceva l’idea del microcemento (e non in resina). Nei vari preventivi che ho chiesto però l’ultima voce è proprio: “finitura della pavimentazione con resina poliuretanica senza solvente lucida o opaca, due mani di resina”.
    credi possa essere un pavimento “pericoloso” per la salute mia e di chi ci abiterà? Grazie

    1. Il microcemento è classificato A+ nella normativa francese che misura le emissioni, quindi dovresti stare tranquillo. Ovvio che in particolari condizioni rischi comunque di scomporre il polimero. Cosa c’è nel polimero? Non te lo so dire, ma se vuoi chiedere la Scheda di Sicurezza del prodotto a chi ti ha fatto il preventivo ti aiuto a capirla: nel caso contattami poi tramite l’apposito modulo qui sul sito.

      Il fatto che la finitura superiore non sia a base solvente è senz’altro positivo per la salute, ma se è fatta con una resina a base acquea nutro qualche dubbio sulla resistenza del prodotto (è più adatto a rivestimento che a pavimento, forse).

      Così, per curiosità, dai un’occhiata al sito di Ariostea. Fa lastre di gres porcellanato effetto resina: secondo me sono la fine del mondo. È un materiale inerte e che non patisce l’usura del tempo; è molto più difficile da macchiare e non rischi che crepi in caso di assestamento (lasciando ovviamente qualche fuga, ma parliamo di formati talmente grandi che ci sta).

      Fammi sapere tu!

  4. Aggiungo la descrizione della miscela: “miscelando accuratamente il componente A prima di utilizzarlo, poi aggiungendo il componente B con rapporto catalisi 1kg di A più 0,2 di B. Applicazione della prima mano a rullo diluito al 10% e la seconda mano da 0 al 5%

  5. ho capito!
    venditore di mattonelle apre discussione per screditare i pavimenti in resina.
    bella filosofia screditare gli altri per mettersi in bella mostra, facile, un adulto contro un bambino.
    Pensa ad andare per la tua strada che i difetti ce li hanno tutti.

    1. Sarei più lieto se tu avessi modo di criticarmi per qualcosa che ho scritto che secondo te non è corretto, piuttosto che criticarmi perché non ti piace quello che scrivo.

      Ad ogni modo, per rispondere alle tue provocazioni, ti stupirò dicendoti che vendo anche resina e, qualora non l’avessi notato, su RC non faccio mai riferimento alla mia attività perché non mi interessa portare lettori in negozio (né viceversa).

  6. Salve a tutti , non un tecnico in materia
    mi dispiace deludevi, ma un conto sono le frasi di rischio e i pittogrammi riportati in etichetta si riferiscono al uso del prodotto allo stato fluido , come qualsiasi prodotto chimico che trovate negli scaffali di un negozio
    e un conto la resina epossidica o altra polimerizzata e al pari di un pezzo in plastica o cucchiaino che mettete in bocca, poi giusto per aprirvi gli occhi , se un prodotto e ” TOSSICO ” ci deve essere scritto tossico e riporta il simbolo con il teschio . Le aziende serie ( senza far nomi) non omettono queste informazioni, mentre molti cercano solo di spaventare gli ignoranti in materia.

    1. Ciao Marco,

      Pensavo di aver già evidenziato bene le differenze tra monomero e polimero nel post, ma se non l’hai trovato chiaro hai fatto bene a specificarlo.

      Quello di cui non parli e che credo essere parte centrale del mio post:
      1) Non prendi in considerazione la depolimerizzazione.
      2) In buona parte delle resine (specialmente se sono a base solvente) almeno uno dei due monomeri contiene sostanze tossiche.

      Riguardo al pittogramma hai ragione, ma se la sostanza è classificata tossica in categoria 4 puoi trovare anche solo il punto esclamativo e non il teschio.

      Se hai idee diverse dalle mie sono ben lieto di confrontarmi, mi fa piacere parlare con altre persone interessate al tema!

      1. salve, è la prima volta che entro in un sito e provo a commentare. Ho da chiedere un consiglio, sto costruendo casa e per ragioni sia economiche che di benefici sulla salute cerco materiali più idonei per le finiture in particolare per bagno e cucine.Vorrei evitare le piastrelle in modo particolare per le fughe, dato le trovo esteticamente orrende sopratutto sul pavimento dopo alcuni anni.Cosa mi consigliate visto le mie richieste?Quale sarebbe la migliore soluzione economica e meno dannosa per tinteggiare un intonaco a calce?E al posto delle piastrelle? E per il pavimento?Ringrazio anticipatamente chiunque sarà in grado di potermi essere di aiuto.

        1. Ciao Camillo,

          Sarà che sono di parte ma resterei sulla ceramica. Però ho una buona notizia per te: se non ti piacciono le fughe puoi guardare le lastre. Sono piastrelle in gres porcellanato con formati molto molto grandi (120×240 e 150×300 cm, i più diffusi). Troveresti solo una fuga ogni metro e mezzo e avresti tutti i vantaggi del gres porcellanato (non si usura + resiste bene alle macchie e ai graffi). Puoi approfondire l’argomento cliccando qui.

          Per quel che riguarda il tinteggiare un intonaco a calce, la soluzione più funzionale è utilizzare una pittura anch’essa a base calce. Continua a mantenere la traspirabilità dei muri, è naturale ed è naturalmente batteriostatico e fungistatico. L’unico contro è la palette di colori, non certo ampia come per altri tipi di pitture.

          Resto a tua disposizione per ogni altro dubbio. Buona giornata!

          1. Alex potresti evitare di demonizzare un prodotto per favorire prodotti da te venduti/proposti. Cmq ti informo che anche nei adesivi/stucchi utili alla posa delle mattonelle sono presenti polimeri ! (polimero= chimicamente inseme di monomeri costituiti catene di aminoacidi che possono essere naturali o sintetici/artificiali)
            si posso realizzare lavorazioni di ogni tipo con ottimi risultati sia in resina /microcemento che con le mattonelle comunicando solo nel modo rispettoso e corretto!
            La scelta libera è informarsi bene scegliendo persone competenti!
            Buon lavoro !

  7. Anch’io sono appassionato allo studio delle sostanze tossiche nelle abitazioni,e concordo pienamente la pericolosità delle resine epossidiche indipendentemente dai simboli salutari ivi riportati. Purtroppo la mancanza di competenza,ed il poco apprezzamento da chi ne denuncia la gravità ,fanno si che con il tempo l inquilino si ammali senza saperne una motivazione,mentre il corpo si indebolisce sempre più afflitto da una costante stanchezza cronica. Quindi ben vengano i pareri di Alex al quale va il mio apprezzamento a dispetto degli immancabili critici.

    1. Concordo con quanto scrive Rinaldo e trovo corretto quanto scrive Alex nell’articolo.
      Anche io ho un negozio di pavimenti e facciamo tutto: resine, terrazzo alla veneziana, piastrelle, legno, marmo. Ogni prodotto ha i suoi pregi e difetti ed è giusto conoscerli e farli conoscere.

    1. E’ uno dei due normali metodi di produzione della ceramica sanitaria: uno è quello, l’altro è il vitreous china.

  8. Salve, ho comprato un top mobile (lavabo) on line, che mi hanno venduto come ceramica. Ho notato solo dopo averlo visto montato che la parte inferiore ossia quella che ve nell’incasso del mobile e quindi si vede solo con sportelli aperti è di un colore tipo argilla. Come faccio a capire se si tratta realmente di ceramica o se invece è resina?

  9. Buongiorno a tutti,
    ho un caso un pò particolare da sottoporvi, è finita della resina, quella per la costruzione delle imbarcazioni, dentro un contenitore di acqua da 30000 litri…si 30000 litri..
    Vorrei evitare di buttare l’acqua. Potete dirmi se è nocivo? Premetto che l’acqua non è per uso potabile cioè non viene bevuta ma le persone vengono comunque a contatto (pelle ) dell’acqua per lavaggi, uso agricolo etc…
    Saluti

    1. Ciao David,

      Il commento è piuttosto vago, servirebbero maggiori dettagli. Quale tipo di resina? Intendo proprio nello specifico marca e modello (per poter vedere la scheda tecnica, da lì possiamo vedere se è dannosa oppure no). A prescindere, se ti serve acqua pulita, credo che qualsiasi contaminazione (nociva o no che sia) sia da evitare: non credi? Sennò cosa usi l’acqua a fare? (Altro dubbio che mi è rimasto dal tuo commento)
      Buona giornata!

  10. Grazie Alex,
    cerco la scheda tecnica come prima cosa.
    30000 litri di acqua sono una buona ragione per chiedere se è ancora buona oppure no.
    10000 litri in questa zona impervia (zona collinare non raggiunta da acquedotti) costano 500 euro ….. x 3 = 1500 Euro….
    Ciao

    1. Non mi dice molto questo documento. Prova a contattare direttamente l’azienda produttrice e rivolgi a loro la domanda, la loro risposta sarà sicuramente preziosa.

  11. Ciao Alex,
    cosa pensi delle lampade in poliresina? Il riscaldamento causato dalla lampadina può liberarne sostanze tossiche?
    Ho trovato su un sito internet una lampada (da comodino) colorata, di poliresina (non ci sono ulteriori dettagli) con la specifica: la lampada rimane fredda anche da accesa.
    In questo caso è da considerarsi più sicura?
    Mille grazie!

  12. salve, nel mese di ottobre nella mia regione è periodo di sagre e quest’anno con degli amici apriamo la cantina. durante la stesura del menu ho avuto l’idea di servire delle bruschette su un tagliere (fatto a mano) di cemento. Visto la tossicità del cemento avevo pensato di coprirlo con della resina che sembrerebbe atossica la duraloid al.30 della prochima.
    Nella scheda tecnica ho trovato questo informazioni : Formulato epossidico bicomponente, caratterizzato da elevata trasparenza.
    Non è adatto a realizzare spessori superiori ad 1 mm, pena la comparsa di opacità
    prima ed effetto lattiginoso poi.
    DURALOID AL-30 è certificato per il contatto permanente con acqua potabile ai sensi
    del D.M. 21/03/73 quindi, oltre alle usuali applicazioni, si può applicare anche per
    vetrificature trasparenti di contenitori/vasche/serbatoi che devono contenere acqua
    potabile alla temperatura massima di 40°C.
    Resiste bene anche al lavaggio in lavastoviglie a temperature non superiori a 65-70°C.
    Può essere applicato su vari materiali, come legno, metallo, terracotta, gesso ed
    anche sul polistirolo; inoltre il prodotto non rimuove decorazioni eseguite con colori
    all’acqua o acrilici.
    DURALOID AL-30 contiene un additivo distendente per evitare schivature e migliorare
    l’aspetto superficiale e un agente tixotropico che riduce la tendenza a colature
    nell’applicazione in verticale.
    Componente A: resina epossidica liquida esente da solventi.
    Componente B: indurente addotto a base di ammina ciclo alifatica ad alta tenuta
    all’ingiallimento.

    vorrei sapere quindi se realmente non è tossica e se c’è qualche modo per farla controllare ad esempio dall’ ASL.

    Grazie, Claudia

    1. Ciao Claudia, chiedi al produttore se è possibile utilizzarla per il contatto con gli alimenti. Nessuno meglio di loro saprà darti indicazioni in merito.
      Buona giornata

  13. Caro venditore di piastrelle,
    che diffami tanto le resine…….come ti permetti di screditare un settore dove ci lavorano migliaia di persone…..te pensi che le aziende che producono non sappiano di cosa siano composte le resine?….e per quale motivo allora gli vengono rilasciate tutte le certificazioni per l’impatto ambientale e il sistema di qualità produttivo?…….mi spieghi perchè le maggiori aziende alimentari hanno i pavimenti in resina? ( te ne cito alcune, Granarolo COOP Conad Nestle Paluani Auricchio Centrale del latte di Roma (…e non pensi che siano più importanti di un’abitazione?)…….te lo spiego io….in primis ( non essendoci fughe…..puoi mettere i formati che vuoi ma con le piastrelle le fughe ce le hai comunque) facilità di pulizia e quindi di igiene , contatto alimentare dove si richiede la certificazione Haccp e soggetto a controllo Asl, basso spessore quindi assenza di demolizioni e materiali di risulta quindi inquinamento……..
    ….e aggiungo….stiamo a guardare una presunta e mai misurata emissione di sostanze nocive della resina e non quello che respiriamo tutti i giorni l’emissione di CO2 dovuta alle auto , ai riscaldamenti, ai fumi tossici e magare al fumo passivo di chi ti sta accanto?
    Se devi portare acqua al tuo mulino fallo con cognizione……

    1. Dici che diffamo tanto le resine: hai letto tutto il post o ti sei fermato al titolo? ????

      Leggilo tutto, poi se vuoi entriamo meglio nel merito dell’argomento. Solo un consiglio: non sottovalutare l’inquinamento indoor perché con l’isolamento delle case che facciamo sempre più spesso con materiali poco traspiranti – oltre a me – ci sono diverse persone convinte che sarà uno dei temi più importanti nei prossimi anni. Come dicevo nel post la resina ha poche emissioni (ma io non ero un detrattore? ????) ma pensa alla formaldeide, per citarti il maggior inquinante.

  14. La resina è un materiale molto pericoloso: lo sapevi? … Con un titolo così Alex non puoi dire che non vuoi fare un pò di terrorismo!!! Preciso che non vendo e non realizzo pavimenti, mi sto solo avvicinando al mondo della resina per un discorso artistico personale.

    Mi sono letto tutto il Tuo contradittorio, simpatico e scritto bene e sono giunto a questa conclusione, che vorrei tanto avesse la tua correzzione o approvazione.
    La resina, in senso generale, e nel mi caso specifico la resine epossidica è pericolosa in fase di lavorazione, ma poi, a reazione avvenuta, non dico che diventi un materiale inerte come un sasso (se non è radiottivo 😉 ma un gran disastro non lo dovrebbe fare.
    Un accessorio d’arredo in resina epossidica non dovrebbe annientare la famiglia … giusto?
    Forse fa più danni un pacchetto di sigarette fumato al giorno o vivere in centro ad una citta con le polveri sottili a livelli disumani
    Erro?

    Gradita una risposta …

    Giulio

  15. Ciao Alex,
    grazie per l’interessantissimo posting.
    Ho un problema di impermeabilizzazione di un lavello in pietra taurina e pensavo di rivestirlo internamente (dove di solito lavo i piatti) in resina.
    Ovviamente adesso sono perplesso.
    Ti chiedo cortesemente e se non sono inopportuno, di indicarmi una possibile soluzione di impermeabilizzazione in un’ottica il più possibile ecologica/naturale.

    Grazie,
    Mario

    1. Ciao Mario, mi sembra l’unica via percorribile (facilmente) quella che dici. Per questioni di funzionalità assicurati solo di scegliere una resina liscia (ce n’è diverse ruvide in commercio, sarebbe complicata la pulizia). Buona serata!

  16. Ciao, vorrei un consiglio…
    ultimamente sto lavorando per diletto con alcune miniature prodotte in resina dalla dubbia composizione, precedentemente ho sempre lavorato su pezzi composti con resine atossiche, questi ultimi però hanno un odore acre e non credo proprio siano composti con materiali atossici.
    il mio dubbio è che dovendo anche un minimo utilizzare la lima o la levigatrice possano appunto sprigionarsi vapori tossici in maniera eccessiva, utilizzando comunque una mascherina per proteggermi dalle polveri posso stare tranquillo? considerato che dovrei concludere la lavorazione in circa 4-5 ore circa…
    grazie

    1. Ciao Oscar, puoi guardare la scheda di sicurezza del prodotto che devi utilizzare per saperne di più sui suoi componenti: in questo modo ti toglierai ogni dubbio. Purtroppo la domanda è troppo generica perché io ti possa dare una risposta.
      Buona giornata!

  17. ciao, vorrei comprare un piatto doccia in smc, ma il venditore non mi vuole fornire la scheda di sicurezza. Cosa devo fare?
    Il piatto è molto bello

    1. La scheda di sicurezza c’è solo per i prodotti “non finiti”. Puoi avere la scheda di sicurezza se compri una vernice o una resina, non il piatto doccia. In compenso puoi *chiedere* la composizione del materiale.
      Buona giornata

  18. Ciao Alex, devo ristrutturare un appartamento e al posto della rasatura delle pareti mi hanno proposto un trattamento dell’intonaco più economico.
    Un prodotto tipo http://products.kerakoll.com/gestione/immagini/prodotti/KerK%20e%20acrilex%20fondo%20ITA%202018.pdf
    al quale far seguire verniciatura delle pareti.
    La scheda tecnica del prodotto riporta C sulla emissione di sostanze volatili, cioè forti emissioni, per cui sono indeciso se affidarmi alla normale rasatura anche se più costosa.
    Cosa ne pensi?

    1. Ciao Marcello, beh ti sei già risposto da solo: non ti resta che scegliere tra composti organici volatili e prezzo. Per quello che ne so – esula dalle mie competenze la rasatura – quella a base di calce non ha costi folli. È però un materiale particolare, devi valutare se fa al caso tuo.
      Buona giornata e buona scelta!!

  19. Ciao Alex,
    grazie per questo articolo e per tutte le risposte ai commenti.
    Io ho usato dello stucco biconponente per legno (holzmasse k2, e arexons). L’ho usato, su consiglio del rivenditore, per delle riparazioni di precisione domestiche in luoghi chiusi e non areati, senza protezioni. Ho lavorato per molte ore e poi sono rimasto all’interno della stanza per 1-2gg. La quantità usata non è stata molta (diciamo circa 1/5 del barattolo) ma nella stanza è rimasto per ore l’odore dello stucco. Dopo aver letto il tuo articolo ho controllato sulla confezione e ho visto che questo tipo di stucco contiene stirene.
    Pensi che una esposizione di questo tipo possa essere pericolosa? dovrei fare qualcosa a riguardo?
    grazie

    1. Ciao Marco, per sapere i rischi devi consultare la scheda di sicurezza che il rivenditore è tenuto a fornirti su tua richiesta. Ad ogni modo non sarà certo un’esposizione occasionale a crearti problemi di salute di una certa importanza, quindi tranquillo.
      Buona domenica!

  20. Buongiorno e grazie per il tuo interessante articolo.

    Vorrei un parere sulle vasche da bagno in acrilico che ultimamente sembrano le più diffuse per i costi contenuti. Dovrei acquistare una vasca e prima di tutto capire il materiale da preferire.

    Grazie

  21. La kerakoll è una delle poche aziende italiane artefici della greenbuilding. la gamma dei loro prodotti è di altissima qualità. Nel campo della edilizia una delle aziende produttrici della biocalce e dei intonaci traspiranti a base di calce pozzolana e non calce sintetica.

    per quanto riguarda le resine(non solo resine ma dei sistemi a strati certificati e marchiati CE. una garanzia nel campo delle resine) quelle della kerakoll sono quelle più evolute, le migliori se posaste in opera da artigiani esperti.In linea generale le resine una volta catalizzate non rilasciano nessun tipo di sostanza tanto che vengono usate per: campo dentistico come per la sigillatura denti,otturazioni ect.nel campo alimentare /farmaceutico. Ci sono qualità e marchi diverse con caratteristiche diverse. rimane sempre una scelta saggia affidarsi a persone competenti!!!

    1. Critichi me perché demonizzo prodotti che (secondo te) non vendo. Al commento successivo (questo) citi un’azienda specifica. Ok 😀

      p.s. ti faccio una rivelazione incredibile: lavoro con Kerakoll e il KDH!

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